Photo credit Vladimir Marcano
Paolo Gasparini è nato a Gorizia, 1934. Si avvicina alla fotografia attraverso le pubblicazioni illustrate, in particolare Il Politecnico di Elio Vittorini e il neorealismo di Luigi Crocenzi. Riceve la prima Leica dal fratello emigrato in Venezuela e trasforma presto la passione in mestiere. Nel 1954 si trasferisce a Caracas. In Venezuela entra in contatto con artisti, architetti e intellettuali centrali per la modernità del Paese, da Carlos Raúl Villanueva ad Alfredo Boulton, Miguel Arroyo e Juan Pedro Posani. Fondamentale è anche l’amicizia con Paul Strand, i cui fotolibri diventano per lui un modello di racconto fotografico. Dalla fine degli anni Cinquanta viaggia tra America Latina, Europa, Cuba e Stati Uniti, documentando disuguaglianze, marginalità sociali, trasformazioni urbane e contrasti tra modernità architettonica e povertà. Fotolibri, mostre e lavori audiovisivi, tra cui Megalópolis e Letanías del polvo, restituiscono realtà spesso sommerse con uno sguardo politico, poetico e solidale.
Premiato più volte, tra cui nel 2000 dal CRAF di Spilimbergo, Gasparini è presente in prestigiose collezioni internazionali, dal MoMA alla Bibliothèque Nationale de France. Con Adiós a la fotografía (2026), riflette amaramente sulla fine della fotografia “seria”, ormai trasformata, secondo lui, in intrattenimento da social.

